I disturbi cutanei sono vissuti molto spesso come problema estetico e possono arrivare a causare disagio psicologico, esempio di vivere male un’acne o una dermatite al viso o la perdita dei capelli, ma è vero anche il contrario, cioè lo stress stesso è implicato come fattore scatenante o aggravante in varie alterazioni della pelle. Di per sé un’osservazione non nuova e non inattesa; d’altra parte esiste ormai una disciplina, la psiconeuroendocrinoimmunologia, o PNEI, che spiega biologicamente rapporti di questo tipo, un po’ come in modo diverso vuol fare la psicosomatica. Considerando che la cute è molto più di una “semplice” barriera contro aggressioni esterne, ma un vero e proprio organo, anzi quello di maggiori dimensioni, con funzioni complesse e vitali quali impedire la disidratazione, mantenendo quella quota di circa il 65 per cento di acqua che compone il nostro corpo è possibile pensare che alcune situazioni organiche si riflettono poi a livello della nostra pelle.
Alcune spiegazioni le hanno dato alcuni scienziati californiani, infatti, due dermatologi dell’Università di San Francisco negli U.S.A. hanno trovato che la chiave è rappresentata dai glucocorticoidi (chiamati anche ormoni dello stress: ACTH e Cortisolo) prodotti dall’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e rilasciati in quantità maggiore nella reazione di allarme e di fuga. Diverse ricerche hanno mostrato che situazioni di disagio psicologico scatenano o aggravano forme cutanee quali psoriasi, dermatite atopica, eczemi. Gli autori californiani avrebbero identificato anomalie strutturali e funzionali nella cute legate a un aumentato rilascio di glucocorticoidi a sua volta provocato da condizioni stressanti: bloccando tale incremento si è riusciti infatti a prevenire talune alterazioni.
Il discorso si localizza nello strato corneo, il più esterno dell’epidermide che agisce come barriera permeabile anti-disidratazione attraverso le cellule morte e le membrane lipidiche di cui è formato; le cellule vengono continuamente sostituite da quelle prodotte nella parte più profonda che poi si differenziano e infine muoiono. Lo stress altera l’equilibrio di questo sistema, diminuendo la proliferazione cellulare e inibendo la differenziazione, e altera la permeabilità della barriera: l’ipotesi era che questo avvenisse per l’aumento dei glucocorticoidi che trovano una certa ricettività proprio a livello cutaneo.
Ecco perché un periodo particolarmente stressante può accentuare ancora di più un problema cutaneo come la psoriasi, la dermatite o l’eccessiva caduta dei capelli.